| Osservo, interpreto e scatto: il Mare d'Inverno |
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I patti con Zeus sono stati rispettati … anche se Eolo non sembrava tanto d’accordo! 31.01.2010 - Non è sempre facile organizzare giornate fotografiche d’inverno, la fortuna gioca un ruolo fondamentale. Nel nostro caso però non si è trattato di fortuna, dobbiamo ringraziare Pino per la sua mediazione coi Numi. Alle ore 9:20 del mattino nove temerari fotoamatori rispondevano “presente” all’appello: Pino, Barbara, Antonio, Marco, Alessandro, Giovanni, Francesco, Nino e Olimpio. Soltanto diciotto occhi avrebbero scandagliato il rigido paesaggio della spiaggia di Miliscola alla ricerca di scatti degni di nota. Durante il viaggio l’umida foschia della piana casertana ha pian piano lasciato posto ad un timidissimo sole che di tanto in tanto faceva capolino tra le nuvole. Il tempo sembrava ideale, l’invocazione di Pino alle divinità aveva avuto buon esito. Purtroppo l’entusiasmo per la pioggia scansata è durato poco, giusto il tempo di aprire la portiera dell’auto e renderci conto che eravamo finiti nel bel mezzo di una gara di velocità tra raffiche di vento (l’ideale per sostituire l’obiettivo di una reflex). Appena scesi in spiaggia Pino ha provveduto alla foto di rito, poi la squadra si è sparpagliata per la battigia di Miliscola cercando di immortalare il “mare d’inverno” nei suoi aspetti più interessanti. Non era facile camminare controvento con la sabbia che pungeva il viso, ma, pur di fotografare, i nove eroi della giornata non badavano né al dolore né alla stanchezza. Diciamo la verità, non tutti si sono stancati: i più furbi, invece di vagare per la spiaggia in cerca di buone composizioni, apprendevano trucchi fotografici dai “senior”, dopotutto, come per ogni arte, guardare un fotografo esperto all’opera e tempestarlo di domande è decisamente un buon mezzo di apprendimento e queste occasioni sono utili anche per questo motivo. Intorno alle 13:00 una meritata pizza (da Fulvio) ha spezzato la giornata. La pausa è stata molto utile anche per fare quattro chiacchiere e per ripulire l’attrezzatura (e in particolare le lenti) da una salsedine particolarmente affettuosa nei confronti delle nostre ottiche. Per fortuna chi vi racconta aveva con sé un liquido specifico per la pulizia delle lenti del quale tutti hanno giustamente approfittato. Dopo la pausa pranzo i nove eroi, rinfrancati dal pasto, sono tornati in spiaggia per esplorare una nuova area della stessa. I magnifici risultati saranno presti noti a tutti. Per il saluto di fine giornata è stato scelto un romantico tramonto sul lago d’Averno. Il gruppo è sembrato soddisfatto della giornata, ognuno di noi è tornato a casa con il sensore della reflex certamente più sporco, ma con tanto buon umore e tanta esperienza in più.
Marco Sorrentino
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